Sogni di sangue di Lorenza Ghinelli

Enoch ha tredici anni ed è costretto a portare dei tutori di metallo che lo rendono facile bersaglio delle prepotenze dei suoi coetanei. Eppure, quando si addormenta, diventa più letale di una legione di demoni.
Cosa accade mentre dorme? C’è forse un legame tra i sogni di Enoch, la sparizione del suo peggiore aguzzino e il ritrovamento di uno strano ciondolo risalente all’antico Egitto? Chissà se Dorotea, la madre di Enoch, donna algida e imperturbabile, con una passione viscerale e morbosa per le scienze occulte, conosce il suo segreto. Persino la loro casa nasconde un mistero, mentre tanti altri brulicano e strisciano lungo le fogne della città…

I sogni son desideri

Recita cosi uno dei capitoli di questo breve romanzo thriller dal sapore psicologico dell’autrice finalista al Premio Strega 2012, edito dalla Newton Compton nel 2013. Un racconto breve, dunque, con una intensa storia, anche se semplice, di un bambino di soli tredici anni, deriso dai suoi compagni per la sua disabilità e goffaggine. Fragile, indifeso, vulnerabile, impotente, Enoch è costretto a subire le angherie dei suoi coetanei, veri e propri atti di avvilente sopraffazione, che lo portano, inesorabilmente, a rifugiarsi nel suo mondo, fra l’altro, per nulla ovattato. Vorrebbe essere forte, affrontare le difficoltà della vita, essere alla pari con i suoi coetanei. Vorrebbe essere diverso, “normale”. E soprattutto vorrebbe realizzare il sogno di una vita: vorrebbe poter camminare. Se i sogni sono desideri l’importante è crederci. Crederci fermamente. Crederci più di ogni altra cosa. Credere è tutto. Gli uomini credono volentieri ciò che desiderano sia vero. E i desideri, quelli profondi, quelli a cui si dà l’anima, possono tenere alta e desta l’attenzione per convogliare tutte le forze per poterli attuare. Enoch lotta. Enoch spera. Enoch ha fiducia. Fiducia in un mondo migliore, senza ingiustizie. Fiducia nell’uomo e nelle sue potenzialità. Enoch, nonostante tutto, è la reincarnazione della speranza. Al contrario della madre Dorotea, donna algida e imperturbabile con una passione viscerale e morbosa per le scienze occulte. In quanto madre, Dorotea difende, certo, il proprio figlio, ma lo fa a modo suo. Sfuggente, ambigua, evasiva. Non è una bella figura di madre. Enoch non lo sa, ma quando scopre i suoi segreti, ecco che l’affetto più caro gli viene meno. E inizia un’altra battaglia da affrontare e da vincere. D’altronde è la vita. La vita è una battaglia. Una battaglia contro ogni forma di male. Una battaglia contro i demoni. Che siano dentro o fuori di noi. Enoch stesso si trasforma in una legione di demoni quando si addormenta. Ed è nel sogno che Enoch diventa forte. Forte come un coccodrillo, in cui sente di trasformarsi, divorando tutti coloro che, in un modo o nell’altro, lo hanno offeso, deriso, oltraggiato. I suoi, dopotutto, sono Sogni di sangue. Ma dietro questi sogni si nascondono, non solo desideri di vendetta, ma anche e sopratutto, il desiderio di una vita migliore.

Condividere è giusto...Share on LinkedIn
Linkedin
Pin on Pinterest
Pinterest
0Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on Facebook
Facebook
0Email this to someone
email

Lascia un commento da Facebook:

Leave A Response

* Denotes Required Field