I fondamenti dell’uomo non sono nella materia, ma nello spirito. L’elemento dello spirito è l’eternità.

Ralph Waldo Emerson

In questa pagina puoi trovare tutte le recensioni sulla mia raccolta di poesia “Il viandante e il divoratore di falene”, edito da Edizioni del Faro nel 2014.

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Recensione di Oronzo Corigliano

Oronzo CoriglianoScrivere di un amico e del suo lavoro poetico può essere persino imbarazzante o controproducente se si teme la sincerità, in particolare per me che non sono un critico letterario, ma ho accettato il suo invito, oltre perché lo stimo e gli sono grato della considerazione che mi riserva, anche perché so che lui non si aspetta da me una incensatura di circostanza, sarebbe sciocco per entrambi, né una analisi specifica della sua poesia. E’ anzi conscio dei rischi per le nostre diversità di pensiero, per esempio sul “Creatore”, e quindi so di potermi esprimere liberamente e con obiettività senza timore di malessere da parte sua. Continua qui

Recensione di Maddalena Corigliano Bivona

Maddalena Corigliano Bivona

La società odierna ha perso il suo diretto referente: l’uomo. In effetti, in un contesto sociale divorato dal materialismo ed assuefatto ad esso é quasi difficile parlare di spiritualità come “inizio e fine” dell’essere umano così come viene inteso da Giuseppe Marino nelle sue liriche. L’uomo, se vogliamo guardare a lui da un punto di vista strettamente cristiano,  è nato da un mirabile intreccio di materia e spirito uscito dalle mani di Dio. E, comunque, al di là di tutte  le teorie ipotizzate, resta inconfutabile, a mio avviso, il suo anelito di spiritualità che lo rende unico in tutto il Creato. Non a caso Oscar Wilde affermava: “Quello che un uomo veramente possiede é quanto ha dentro di sé; quanto ha fuori di sé non dovrebbe avere la benché minima importanza”. Continua qui

Recensione di Rebecca Tricolore 

10341773_663715380333027_8920742976035406394_nHo sempre ammirato chi compone poesie. L’arte di saper scrivere, al giorno d’oggi, non solo è sottovalutata, ma spesso viene ignorata da ciò che sono i mass-media, che oramai influiscono su ogni comportamento umano. Invece, penso che la poesia sia qualcosa di magico. Qualcosa che purtroppo, non è per tutti. Detto sinceramente, non tutti saremmo in grado di comporne una, o semplicemente di comprenderla. Continua qui

Recensione di Egidio Lenti

17003_10204493790532122_800469118184792938_nCaro Giuseppe, mi avevi chiesto, con la tua consueta discrezione e amabilità e direi quasi con titubanza, se volessi scrivere qualcosa sul tuo più recente lavoro, di poesia stavolta, una breve presentazione, qualche considerazione, un giudizio soprattutto sincero e non edulcorato. Accolsi però la richiesta come schermendomi e facendoti notare che il versante della mia produttività era orientato più al realismo della prosa anche piattamente cronachistica che alle profondità o alle vastità cui sanno giungere le poche parole di uno scarno verso. Continua qui

Recensione di Ciro De Angelis

229763_1689085714359_1126686_nPoeti si nasce, oratori si diventa! Queste parole, attribuite a Cicerone, che cito spesso durante i miei corsi per imparare a parlare in pubblico, indicano, altresì, che non è da tutti scrivere poesie. Quella poetica non è un’arte che si può improvvisare. È una dote innata! Un’arte nobilissima! Saper emozionare il lettore attraverso la poesia non è per niente facile. Il vero poeta non è semplicemente una persona sensibile (molti sono dotati anche di marcata sensibilità) o una persona che prova emozioni (tutti in qualche maniera proviamo emozioni), ma è colui che con la sua arte, quasi magica, dell’uso mirabile e raffinato delle parole, trasmette nel lettore emozioni, sentimenti, e suggestioni. E perché no? Anche sogni! Continua qui

 

 

Recensione di Raffaele Rinaldi

12119140_10203939085712411_2856598941977836590_nNella vita e per mestiere sono più abituato a raccontare la ruvida prosa dei mendicanti che la sublime poesia del viandante, indagare le opache ragioni del vagabondo che le vivide passioni del cercatore, e soprattutto ricomporre le storie di un “perdersi” nelle moderne parabole del figliol prodigo. Assaporare il libro di Giuseppe Marino “Il viandante e il divoratore di falene” è stata l’occasione per ri-cordare (conservare nel cuore) gli anni di studi filosofici trascorsi insieme nel comune percorso di ricerca e amore per la verità, e adesso che le nostre strade si sono intrecciate di nuovo lo riscopro insegnante, scrittore, impegnato nell’azione civile e culturale. Tutti elementi che trovano la loro trasfigurazione poetica in questo diario dell’anima dove ogni poesia segna la tappa di un viaggio la cui grandezza viene affidata alle possibilità e alla debolezza della parola umana. Continua qui

Recensione di Rita Castronovo

È stato un piacere inatteso poter avere tra le mani “Il viandante e il divoratore di falene” l’opera poetica di Giuseppe Marino, scrittore e persona che conosco per la sua attenzione e l’impegno per la diffusione della cultura letteraria e musicale nel nostro territorio. I temi che Giuseppe Marino tratta in modo così limpido e pieno di suggestioni, di evocazioni profonde e vibranti, sono molto vicini alla mia sensibilità ed è per questo che con grande piacere ed emozione, dopo aver assaporato parola per parola i suoi testi mi accingo a scrivere alcune riflessioni. Ho ritrovato nei suoi versi, un senso di sacralità, un’esplorazione del mistero dell’Essere, che è oggi forse un orizzonte piuttosto remoto rispetto alla vita quotidiana dell’uomo del nostro tempo. La poesia dell’autore ci fa arrivare ad una realtà che trascende l’immediato, ci fa ritornare alla contemplazione, alla bellezza e il Sacro che si è congedato dal nostro mondo linguistico si riappropria nella sua poesia di tutta la sua dirompente forza, le sue visioni immaginifiche raccontano in maniera delicata e profonda la vita interiore dell’uomo. Continua qui

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