Vincenza Musardo Talò

La narrativa italiana, con questo ulteriore lavoro di Giuseppe Marino, si arricchisce di un contributo valido, teso soprattutto a veicolare un singolare e interessante aspetto della cultura irlandese di età moderna ma ancorata a suggestivi elementi e figure, preesistenti al fenomeno della romanizzazione del mondo anglossassone. Trattasi di un romanzo breve o di un racconto lungo, come dir si voglia; ma non importa come definire questa fascinosa storia, legata alla specificità della cultura etnica del popolo irlandese; l’Autore, sul filo dei miti gaelici e delle leggende degli antichi Celti, ricostruisce, in maniera verosimile, ambienti ed eventi entro cui trova la sua giusta collocazione la vicenda esistenziale del protagonista, il cieco Turlough O’Carolan, poeta errante, compositore e arpista d’eccezione. Il Marino è il primo, in Italia, a scrivere su questo poeta-musico, che seppe fondere la tradizionale musica popolare della sua patria con le istanze della musica colta del secolo dei lumi.

Vincenza Musardo Talò Socio ordinario della Società di Storia Patria per la Puglia e Presidente del Centro Ricerche, Studi e Catalogazione dei beni Culturali di Puglia
Francesca Paola Simon

Testo linguisticamente semplice e lineare, che predilige una struttura paratattica delle proposizioni, quindi di gustosa leggibilità, esso è la narrazione di un personaggio divenuto leggenda, vissuto nell’Irlanda del XVIII secolo: Turlough O’Carolan. Il racconto è inserito in un preciso quadro storico che fa costante riferimento all’annosa contrapposizione culturale e, soprattutto, religiosa tra irlandesi e inglesi, tra cattolici e anglicani, e alla guerra che ne derivò: l’autore descrive nel capitolo VIII l’attacco degli inglesi, rappresentandone l’orrore e lo sfacelo attraverso una sapiente “Guernica” di parole che dipingono e rendono vivida ogni immagine di morte e devastazione.

Francesca Paola Simon Docente Scuola Secondaria di 1° Grado
Milena Schirano

Un libro non lo si può presentare senza dire alcune cose essenziali sull’autore, in questo caso Giuseppe Marino, che, oltre ad essere un mio concittadino, conosco da sempre: siamo stati compagni di scuola. Poi l’ho ritrovato nella sua veste di docente, scrittore e cultore di filosofia. I suoi studi, maturità classica e studi teologici, si possono rinvenire nei suoi scritti: l’autore si è già cimentato nella scrittura pubblicando una raccolta di poesie, “L’eternità e due pugni di sabbia”, e pubblicazioni a carattere filosofico religioso incentrati sul dramma della ricerca di Dio, sulla scoperta della finitudine dell’uomo di fronte all’infinito e l’onnipotenza di Dio. Libri sulla ricerca, dell’Assoluto, dell’eterno. La Ricerca è lo stesso filo conduttore che ritroviamo in questo libro. Perché anche questo libro è un libro sulla ricerca. Ricerca della felicità.

Milena Schirano accanita lettrice
Sabina Sirsi

Giuseppe Marino ha incontrato l’arte di Turlough O’Carolan e da quell’incontro ne e’ nato un romanzo. Uno scrittore che incontra un musicista, il linguaggio narrativo che incontra quello musicale. L’arte, quindi, che incontra l’arte non per sommarsi ne’ per risolversi, ma per elevare all’ennesima potenza il caos. Quel chaos di cui parlavano i Greci non intendendo il disordine ma lo spalancamento, l’apertura. Giuseppe Marino operando un a-topia ci porta fuori per incontrare una dimensione temporale lontana da quella che noi abitiamo e quindi diversa, senza tuttavia provocare fratture ne’ lacerazioni anzi, gettando un ponte tra la nostra epoca e quella di O’Carolan.

Sabina Sirsi giornalista presso Città del Libro di Campi Salentina
Oronzo Corigliano

Giuseppe per la sua maturità, la sua attenzione ai problemi locali e i suoi interessi culturali, stimolanti, annulla la differenza di età tanto da essere diventato uno dei miei più cari e assidui amici. Giuseppe è un cattolico osservante e questo viaggio in versi, che egli compie con la sua immaginazione, la sua cultura e la sua esperienza di vita, non poteva prescindere dalla sua fede, che merita il massimo rispetto per l’autenticità con cui la vive. Viaggio e immaginazione, sentimenti e ricerca, sogno e fede, note e natura, spazio e tempo sono le vibrazioni che ispirano i suoi versi, esaltano il suo amore, provocano la sua irrequietezza e riempiono i suoi ritmi quotidiani in continuo divenire. Si lascia assorbire dai tramonti.

Oronzo Corigliano curatore del Museo Civico della Paleontologia e dell’Uomo
Maddalena Bivona

La ricerca di Dio è infatti per Giuseppe Marino appagamento per lo spirito, quiete per l’anima che si rinfranca dal dolore e dalle asprezze della vita nello Spirito consolatore. La sua é ancora una spiritualità che conosce l’importanza della solitudine, del silenzio, del pensare, del meditare ma che va anche alla ricerca dell’altro e resta aperta a Dio, se mai si rivelasse. Sostanzialmente il Marino tende all’arricchimento interiore attraverso la ricerca costante di Dio e lo fa in maniera delicata, sommessa così come traspare dai suoi versi di squisita leggiadria. Attraverso le sue liriche (profonde nei contenuti, ricche nelle connotazioni, armoniose nei versi, libere nella punteggiatura per dare maggiore eco alle parole) si fa un vero e proprio viaggio nell’ anima. E l’uomo, spesso, ha bisogno anche dell’occasione per fermarsi a meditare e toccare poi la parte più intima di sé. Oserei definire  Giuseppe Marino “cantore della spiritualità”.

Maddalena Bivona poetessa

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10 Comments

  • Giuseppe Marino e’ un mio collega di classe. Da lui ho imparato, giorno dopo giorno, ad apprezzare la sua discrezione, la sua umiltà, ma soprattutto le sue conoscenze, la sua cultura che, con metodologia e didattica efficacia, trasmette agli alunni.

    Il romanzo “L’ARPA DI TURLOUGH O’CAROLAN” ha catturato l’attenzione, la curiosità degli allievi dell’I.C. “Casalini” di San Marzano di San Giuseppe, in provincia di Taranto, durante il progetto di animazione alla lettura, nell’a.s. 2012/2013.
    Il libro e’ stato scelto, per la realizzazione dell’attività laboratoriale suddetta, perché ha un’alta valenza pedagogica. Esso, infatti, non ha accompagnato il piccolo lettore in un viaggio storico, ma anche in un percorso educativo. L’alunno, aiutato dai docenti, ha potuto riflettere sulle tematiche come l’amicizia, l’incertezza, il sogno, la perfezione, il viaggio come metafora della vita, l’amore per la patria, il desiderio di felicità e tanto altro ancora.

    • Giuseppe

      Reply Reply 18 marzo 2017

      Grazie Maria Vincenza!

  • Milena Miccoli

    Reply Reply 30 agosto 2016

    Giuseppe è un collega eccezionale con il quale è possibile avere sempre un confronto costruttivo, sia didattico che filosofico e il suo libro”L’ARPA DI TURLOUGH O’CAROLAN” ne rappresenta un esempio.
    Egli è riuscito a coinvolgere gli alunni nella lettura della storia utilizzando un linguaggio a misura di bambino, mettendo in evidenza le tematiche importanti della vita sulle quali riflettere.

    • Giuseppe

      Reply Reply 18 marzo 2017

      Grazie Milena!

  • Marina Delle Donne

    Reply Reply 30 agosto 2016

    “L’Arpa di Turlough O’Carolan” è un libro avvincente e affascinante, adatto a tutte le età, che si legge tutto d’un fiato e che lascia trasparire la grande interiorità, originalità e sensibilità del suo autore, mio grande amico e collega.

    • Giuseppe

      Reply Reply 18 marzo 2017

      Grazie Marina!

  • Costa

    Reply Reply 31 agosto 2016

    Ciao Giuseppe, ti seguo e ti stimo da moltissimo tempo, e fin dalla tua prima opera ho creduto in te e nella tua bravura di scrittore. Ho letto tutti i tuoi libri, ho apprezzato un sacco quelli di poesia, in modo particolare “IL VIANDANTE E IL DIVORATORE DI FALENE”. Infine la tua opera ambientata in Irlanda, “L’ARPA DI TURLOUGH O’CAROLAN” l’ho trovata molto interessante. Di una lettura facile e scorrevole che consiglio a tutti. La trama molto gradevole, incorniciata dai suggestivi scenari irlandesi. Complimenti, continua così e al prossimo libro.

    • Giuseppe

      Reply Reply 18 marzo 2017

      Grazie Costa.

  • frida

    Reply Reply 18 marzo 2017

    Sono passata per un saluto e per cominciare ad avere un’idea dei temi da te trattati; certo sono molto “alti” e ho come l’impressione che avremo parecchio da condividere. In attesa di leggere in modo più approfondito i testi, ti auguro una buona “nottata” e a presto…

    frida di poesieintornoalfuoco

    • Giuseppe

      Reply Reply 18 marzo 2017

      Grazie Frida. Benvenuta! Spero ti possa sentire come a casa.

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