Le letture di Marzo 2017

Carissimi, eccoci giunti al consueto appuntamento dell’ultimo giorno del mese, dedicato alle mie letture. A farmi compagnia in questo mese tre romanzi thriller, il genere letterario che in questo momento, più di ogni altro, sta appassionando e nutrendo, coinvolgendo ed emozionando, in modo del tutto peculiare, il mio spirito assetato di avventure mozzafiato.

Un viaggio nell’America latina in compagnia di Angelo Laurenzi, archeologo scoparso nel Mato Grosso e del giornalista Charles Fort; un viaggio nella Londra del 1384 in compagnia di Crispin Guest, cavaliere caduto in disgrazia e diventato investigatore; un viaggio nella città di Roma nel 1599 in compagnia di Leonia e Grifo, emissari del folle imperatore Rodolfo II alla ricerca di oggetti rari quanto strani e misteriosi: tre viaggi bellissimi in epoche del passato e in luoghi ben diversi e lontani fra di loro. Tre avventure che gli amanti di Clive Cussler e James Rollins non possono perdere. Tre romanzi ben scritti, intriganti con trame avvincenti, dal ritmo serrato e ben documentati.

1) Stefano Santarsiere, La mappa della città morta, Newton Compton 2016, pagg. 333

Il manoscritto di un esploratore del Settecento e un antico planetario: due oggetti che sembrano un regalo dall’oltretomba, ma che per il professor Laurenzi sono la prova che il figlio Angelo, archeologo scomparso fra le montagne del Mato Grosso, è ancora vivo. Convinto dal professore ad affrontare un’impresa ai limiti dell’impossibile, Charles Fort, direttore di un giornale online che indaga tutto ciò che è avvolto dal mistero, abbandona la sua casa bolognese e si mette in viaggio, con l’intenzione di svelare un enigma inseguito per secoli da avventurieri, studiosi e criminali: cosa ha provocato l’improvvisa glaciazione dell’Antartide e la scomparsa del popolo degli Oltolechi? Quali segreti sono custoditi nell’ultimo luogo in cui sarebbero vissuti, e le cui rovine si nasconderebbero nella giungla brasiliana? Per rispondere a queste domande, Fort dovrà superare l’inferno amazzonico e sfuggire a una potente compagnia mineraria, disposta a tutto pur di assicurarsi una conoscenza in grado di garantire un dominio incontrastato sul mondo…

 

2) Jeri Westerson, La misteriosa morte del ladro di pergamene. Un’indagine di Sir Crispin Guest, Newton Compton 2014, pagg. 349

Londra, 1380. Crispin Guest, un cavaliere caduto in disgrazia, è diventato un investigatore di successo e dopo aver risolto alcuni difficili casi, è stato soprannominato il “segugio”. Un giorno Nicholas Walcote, un ricco mercante, lo convoca e gli affida il compito di indagare su sua moglie Philippa, sulla cui fedeltà nutre dei dubbi. Crispin accetta l’incarico, segue Philippa, e quella stessa notte la trova in atteggiamenti molto compromettenti con un altro uomo. L’indomani torna da Walcote per comunicargli la notizia, ma scopre che il mercante è stato accoltellato in una stanza chiusa dall’interno. A questo punto è la stessa Philippa a ingaggiarlo: la donna rivela a Crispin che il marito era in possesso di una reliquia sacra, sulla quale sarebbe impresso il volto di Cristo e a cui crede sia legata la morte di Nicholas. Sulle tracce del prezioso oggetto, Crispin verrà a conoscenza di intrighi internazionali e dovrà fare i conti con personaggi disposti a tutto pur di venirne in possesso. Anche a uccidere ancora.

3) Massimo Pietroselli, Alphabetum. La confraternita del saio nero, Newton Compton 2012, pagg. 377

Nelle proprietà di Francesco Cenci, ucciso dalla figlia Beatrice, un antiquario rinviene un teschio deforme. L’uomo lo sottopone subito a Leonia e Grifo, emissari di Rodolfo II, il folle imperatore noto per la sua passione per gli oggetti bizzarri. Ma davanti a quei resti così inquietanti, Leonia non ha alcun dubbio: è il cranio del famoso e temibile Maestro del Monogramma, il pittore romano condannato dall’Inquisizione, autore dell’Alfabeto di Erode, il libro che conteneva incisioni raccapriccianti e sacrileghe. L’inattesa scoperta sembra dischiudere per Leonia e la sua guardia del corpo una grande opportunità. E se quel reperto fosse un indizio per rintracciare un testo così raro e smisuratamente prezioso? Roma intanto è teatro di gravi eventi. Durante le sue ripetute estasi, una suora annuncia un giubileo infernale e l’apertura del Regno dei Morti. Poco dopo, quattro bambini, con i nomi degli Evangelisti, spariscono misteriosamente. C’è forse un legame tra l’angosciante profezia, le incisioni dell’Alfabeto di Erode e le quattro scomparse? Chi trama per seminare sospetti e paure in una Roma che si prepara all’Anno Santo? Nelle viscere di Roma, dove un tempo si svolgevano strani riti e terribili sacrifici, è nascosta la verità. Ma la via per raggiungerla è disseminata dì morte..

In questo mese mi sono dilettato e compiaciuto anche nel leggere alcuni racconti apparsi su blog di amici e colleghi. Eccoli qui.

  1. Zero gradi al sole di Elena Ferro: un racconto denuncia sullo sfruttamento del lavoro di tante donne e uomini, soprattutto stranieri.
  2. Il profumo della speranza di Salvatore Anfuso: un racconto dal “sapore” noir e gotico dove vampiri e profumi si mescolano e si intersecano a vicenda.
  3. La casa gialla di Ivano Landi: un racconto onirico di 300 parole, frutto di una esercitazione che fa capo ad una iniziativa di scrittura creativa del blog di Patricia Moll.

E voi quale libro avete letto nel mese di marzo? Perché ne avete letto qualcuno, vero? E quale genere letterario amate di più?

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30 Comments

  • Elena

    Reply Reply 31 marzo 2017

    Grazie Giuseppe per aver citato il mio racconto Zero gradi al sole sul tuo blog e per avermi fatto conoscere un blog che non avevo mai incrociato! Io questo mese ho letto Bagliori nel buio, di Maria Teresa Steri, L’ultimo cantore d’Irlanda (non ricordo il nome dell’autore, per caso tu lo conosci 😉 ) e il libro di Andreas Moritz sul rito per la pulizia del fegato. Presto vi racconterò come è andata 🙂

    • Giuseppe

      Reply Reply 1 aprile 2017

      Ciao Elena. “Bagliori nel buio” di Maria Teresa Steri è nella lista delle mie prossime letture. Il libro di Andreas Moritz non lo conosco, fra l’altro non conosco neanche l’autore. De L’Ultimo Cantore d’Irlanda forse dovrei conoscerne l’autore. Ahahah.

      A proposito come è il libro di Andreas Moritz? Dovrebbe essere un manuale, giusto?

      Buon fine settimana!

      • Elena

        Reply Reply 1 aprile 2017

        Sì, Giuseppe, un manuale. Moritz è un medico ayurvedico che ha reso intelligibile a noi occidentali pratiche di medicina ayurvedica efficacissime quanto naturali. Un percorso che guarda al mantenimento della salute, più che alla cura. Un saggio, che tratta un tema che approfondisco da tanto tempo, la medicina tradizionale e olistica

        • Giuseppe

          Reply Reply 1 aprile 2017

          Molto interessante. Ho una carissima amica che pratica massaggi ayurvedici: mi invita sempre a sottopormi a questi messaggi. Mi sa che è la volta buona!

  • Ivano landi

    Reply Reply 1 aprile 2017

    Grazie mille per il link al mio “La casa gialla”, Giuseppe 🙂

    La storia del primo libro mi sembra ispirata alle vicende dell’esploratore Percy Harrison Fawcett, scomparso nel Mato Grosso mentre era alla ricerca della città perduta di Z. Altri autori in passato si sono ispirati alla stessa vicenda, perfino Ian Fleming se non ricordo male.
    Ho trattato la vicenda in un post del mio blog. Il manoscritto in questione sarebbe il cosiddetto “512”, del 1743, conservato nella biblioteca nazionale di Rio de Janeiro, e l’oggetto la statuetta di basalto nero, alta 25 cm., regalata a Fawcett dallo scrittore H.Rider Haggard, che porta incisi 22 caratteri di un alfabeto sconosciuto. Non so quanto di tutto ciò sia riportato nel libro…

    Le mie letture di Marzo? “Ivanhoe” di Walter Scott e “Jane Eyre” di Charlotte Bronte. In più la rilettura di “The Road to Eleusis” di Robert Gordon Wasson.

    • Giuseppe

      Reply Reply 1 aprile 2017

      Ciao Ivano. Era doveroso per me citare questo tuo breve racconto che mi è piaciuto tantissimo. L’autore Stefano Santasiere nella sua postfazione al romanzo si esprime così:

      “Il personaggio di Angelo Laurenzi è liberamente ispirato alla figura di Percy Fawcett, un esploratore britannico scomparso nel maggio 1925 nelle foreste del Mato Grosso, mentre era alla ricerca dei resti di una mitica città che lui stesso aveva denominato “Z”. La vicenda è meravigliosamente descritta nel libro di David Grann “Z, la città perduta”, che mi ha fornito alcuni spunti per migliorare la verosimiglianza di questo romanzo. Nella febbrile mente di Fawcett, quelle rovine dovevano rappresentare l’imponente testimonianza di una cultura tecnologicamente evoluta, sviluppatasi nel territorio dell’attuale Amazzonia e poi scomparsa per via di qualche cataclisma. Ma Z era soltanto un sogno. Una costruzione grandiosa e impalpabile, edificata su frammenti di antichi manoscritti di incerta origine, sussurrata da leggende indigene, alimentata da vaghe teorie archeologiche sulle civiltà precolombiane. Era insomma l’invisibile che ci attende oltre i confini esplorabili, quando tutto o quasi è stato rivelato da secoli di viaggi e scoperte. In quell’ultimo indugiare della notte, Fawcett morì del suo sogno, mentre noi, nel pieno del giorno tecnologico illuminato dai satelliti e dalle connessioni web, viviamo ancora di esso”.

      Ma vedo che l’autore stesso ti ha risposto in un commento poco più sotto. I classici, caro Ivano, sono intramontabili.

      A proposito, Ivano, dove posso trovare il tuo post di cui parli? Sono curioso di leggerlo.

      Buon fine settimana!

  • Ariano Geta

    Reply Reply 1 aprile 2017

    Io ho letto “Le solitarie” di Ada Negri. Come genere preferito, da qualche anno mi interessa quasi esclusivamente la letteratura definita “mainstream”, ovvero la narrativa generale (categoria alquanto ardua da circoscrivere). Parlando “al negativo” : praticamente non leggo più gialli, fantasy, thriller e fantascienza. La narrativa “di genere” non mi attira più, in effetti non mi ha mai veramente attratto neppure in passato, però almeno qualcosa leggevo. Ora invece sono concentrato solo sul mainstream.

    • Giuseppe

      Reply Reply 1 aprile 2017

      Ciao Ariano. Benvenuto. Proprio vero quello che dici: quella dei mainstream è una categoria alquanto difficile da descrivere e circoscrivere, in quanto è molto diversificata. Ovviamente non parliamo di letteratura di facile consumo, ma di “letteratura colta”.

      Grazie per il commento e buon fine settimana!

  • Caro Ivano, hai colto nel segno! La vicenda narrata ne La mappa è proprio ispirata alla leggendaria Z e alla figura di Percy Fawcett. Ne parlo ampiamente nella postfazione al romanzo. Geazie mille a Giuseppe per la lettura.

    • Giuseppe

      Reply Reply 1 aprile 2017

      Ciao Stefano. Benvenuto. Ho letto il tuo romanzo con molto piacere e l’ho trovato molto bello. Non conoscevo l’esistenza di questa città misteriosa come anche tutte le vicende legate ad essa: è stata una bella scoperta. Nel commento a Ivano ho riportato alcune righe della tua postfazione: spero che tu non ne abbia a male.

      A proposito: è nella lista delle mie prossime letture il tuo ultimo romanzo uscito da poco “I guardiani dell’isola perduta”.

      Grazie ancora e buon fine settimana.

      • Caro Giuseppe, hai fatto bene a riportare la mia postfazione. E grazie per aver messo I guardiani nella tua lista di lettura

        • Giuseppe

          Reply Reply 1 aprile 2017

          Sicuramente sarà un’altra bella avventura!

    • Ivano Landi

      Reply Reply 1 aprile 2017

      Buonasera Stefano. Grazie per la gentile risposta al mio interrogativo.
      Ho avuto modo di incontrare in un paio di occasioni Timothy Paterson, nipote di Fawcett, e scambiare alcune ore di piacevoli conversazioni con lui a proposito dei suoi stessi tentativi di rintracciare Z. Paterson era convinto che suo zio avesse effettivamente rintracciato la città perduta abitandovi fino alla morte, secondo lui avvenuta all’età di novantacinque anni. Ho usato Paterson anche come personaggio in un mio romanzo attualmente in fase di revisione.
      Nel caso fossi interessato a saperne di più ti rimando al link che ho allegato più sopra in risposta alla richiesta di Giuseppe.

      • Caro Ivano, mamma mia, che bello che tu abbia avuto modo di parlare con il signor Paterson. So che ci sono tantissime versioni sulla fine (o non fine) di Fawcett, e questo fa parte del fascino di questa storia, il cui epilogo è avvolto dalla nebbia e spalanca le porte alle congetture, anche le più fantasiose. Anche per questo la stesura de La mappa non ha esaurito tutte le suggestioni che aleggiano nella mia mente, e non escludo un seguito.
        Leggerò con interesse il tuo articolo.

        Grazie mille.

        • Giuseppe

          Reply Reply 2 aprile 2017

          Sarebbe molto interessante leggere il seguito, caro Stefano! Comunque grazie per questa bella conversazione!

  • Costa

    Reply Reply 1 aprile 2017

    Ciao Giuseppe, come sempre le tue letture confermano che non sono così leggere. Complimenti comunque! Io ho letto il libro “Storie della buonanotte per bambine ribelli”, di cui una delle due autrici è una nostra cara compaesana Francesca Cavallo. Un libro diciamo tutto al femminile, ma che ha raggiunto in breve tempo i primi posti in classifica nelle varie librerie di Italia, oltre alle sue numerose traduzioni in varie lingue, lanciato tra l’altro negli Stati Uniti d’America. Buon weekend e a presto.

    • Giuseppe

      Reply Reply 1 aprile 2017

      Il libro “Storie della buonanotte per bambine ribelli” di Elena Favilli e di Francesca Cavallo, n° 1 nelle classifiche dei libri più venduti in Italia, l’ho ordinato in libreria l’altro giorno. Sta andando a ruba. Dovrebbe arrivarmi la prossima settimana. Fra l’altro sono andato alla presentazione del libro mercoledì scorso che si è tenuta nell’Aula Magna della scuola media di Lizzano. Ho avuto il piacere di salutare una Francesca tutta commossa. A breve ne parlerò in un post dedicato. A presto.
      A proposito, come lo hai trovato?

      Buon fine settimana.

  • Costa

    Reply Reply 1 aprile 2017

    Molto ma molto interessante. Anche Cristina lo adora. Sono donne straordinarie che hanno scritto la storia ma allo stesso tempo bambine speciali. Attendo con ansia allora il tuo articolo a riguardo: è veramente difficile trovare le copie del libro, vanno davvero a ruba. Me lo diceva anche il libraio dove mi servo io.

    • Giuseppe

      Reply Reply 1 aprile 2017

      Sono contento che sia piaciuto ad entrambe. A presto allora!

  • Giuseppe D'Armento

    Reply Reply 1 aprile 2017

    Caro Giuseppe, è sempre interessante il confronto sulle letture. In questo periodo ho messo mano ad un romanzo che sicuramente mi porterà via moltissimo tempo, sto parlando di Proust e della sua “Ricerca”, tuttavia, proprio perchè si tratta di una lettura lunga, contemporaneamente cerco di diversificare ed ho colto l’occasione per leggere proprio “L’ultimo cantore d’Irlanda” che, come già sai, ho trovato davvero interessante.

    • Giuseppe

      Reply Reply 1 aprile 2017

      Ciao Giuseppe. Innanzitutto grazie ancora per il tempo che hai dedicato alla lettura del mio libro. So che lo hai trovato di tuo gradimento. Con “Alla ricerca del tempo perduto” di Marcel Proust non so cosa dirti se non augurarti una buona lettura.
      A tal proposito voglio consigliarti un post della scrittrice Marina Guarneri che puoi trovare a questo link:

      https://trentunodicembre.blogspot.it/2017/03/in-viaggio-con-proust-istruzioni-per.html.

      Potrebbe tornarti utile! Ciao Giuseppe e buon fine settimana!

  • Marina

    Reply Reply 2 aprile 2017

    Ti confermi un divoratore di libri: tre in un mese, più varie ed eventuali. Il genere non è il mio preferito, ma non dubito che siano storie belle e ben scritte.
    Certo, tu parli di thriller e io e Giuseppe di “Alla ricerca del tempo perduto”: diavolo e acqua santa!
    (Grazie per avere citato e linkato il mio articolo: presto comincierò il volume due, ma ancora ho qualche post da scrivere ispirata dal primo libro di Proust)
    Ho appena ultimato “La famiglia Karnowski” di Salinger e riletto “Follia” di Mc Grath.
    Attenzione! Da domani mi imbarco in un progetto “classico” lasciato ai tempi del liceo: mi rimetterò in mano “I promessi Sposi”. Non male, eh?

    • Giuseppe

      Reply Reply 2 aprile 2017

      Anche tu, come noto, ami leggere molto. E le tue letture sono molto impegnative. E Proust lo è. E, proprio, a tal proposito, attendo i tuoi prossimi articoli. Un in bocca al lupo con la lettura de I promessi sposi. Buona lettura!

  • Giuseppe D'Armento

    Reply Reply 2 aprile 2017

    Ti ringrazio anch’io, Giuseppe, per avermi suggerito il link di Marina che ho letto con grande interesse e con il quale mi trovo d’accordo riguardo la lettura di Proust.

    • Giuseppe

      Reply Reply 2 aprile 2017

      Mi fa piacere che tu lo abbia trovato interessante. Sono sicuro che Marina ci delizierà ancora con i suoi post su Proust.

      • Marina

        Reply Reply 4 aprile 2017

        Grazie. Per l’appunto, oggi… 🙂

        • Giuseppe

          Reply Reply 4 aprile 2017

          Ciao Marina. Sì, ho visto che oggi hai pubblicato un nuovo post su Proust. Ci ho dato un’occhiata veloce: oggi è stata una di quelle giornate lavorative che iniziano la mattina e finiscono la sera. Vengo a leggerlo tra poco.

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