Le letture di gennaio 2017

Carissimi, siamo giunti all’ultimo giorno del mese di gennaio. Questo post, come già annunciato nel piano editoriale, è dedicato alle letture e a quei libri che mi hanno fatto compagnia durante tutto questo mese. È stato un mese abbastanza impegnativo per me, tra letture di libri e articoli di altri blog, tra scrittura dei miei post e lavoro, tra famiglia e problemi di ogni sorta. Alla fine ce l’ho fatta a mantenere tutti gli impegni presi. E di questo sono fiero. Credo di essere stato abbastanza presente nel mondo della blogosfera. La speranza è che la mia presenza sia stata costruttiva per me e per i miei lettori. Questo, ovviamente, potete dirmelo soltanto voi.

Ma veniamo alle mie letture.

1) JOYCE James, Gente di Dublino, Mondadori 1988, pagg. 224

Personaggi dublinesi che, nella loro inerzia e nella loro ipocrisia, riflettono caratteri universali. Racconti naturalistici che mettono a fuoco i momenti fondamentali dell’esistenza: la fanciullezza, l’adolescenza, la maturità.

 

 

 

 

 

 

La lettura di questo libro (in realtà lo avevo già letto molti anni fa) nasce dalla necessità di dover scrivere un articolo su James Joyce nell’anniversario della sua scomparsa avvenuta il 13 gennaio. Il libro è un insieme di 15 racconti strutturati in quattro sezioni, dove ciascun racconto rappresenta una fase della vita: l’infanzia (Le sorelle, Un incontro, Arabia); l’adolescenza (Eveline, Dopo la corsa, I due galanti, Pensione di famiglia); la maturità (Una piccola nube, Rivalsa, Polvere, Un caso pietoso); la vita pubblica (Il giorno dell’Edera, Una madre, La grazia). L’ultimo racconto a mo’ di epilogo è I morti, da cui è stato tratto un film nel 1987 per la regia di John Huston, di cui non ero a conoscenza. Ho cercato così di colmare questa lacuna andando a trovare e a vedere qualche spezzone su Youtube. A questo link potete vedere le ultime scene e il monologo finale del protagonista di questo ultimo racconto. Sono rimasto alquanto sconcertato quando ho appreso che questi racconti sono stati rifiutati diciotto volte da quindici diverse case editrici. Il linguaggio è semplice; lo stile è di tipo realistico: la descrizione dei paesaggi naturali è concisa ma dettagliata con un’abbondanza di dettagli, a volte anche non essenziali. Questi aspetti non hanno propriamente uno scopo descrittivo ma spesso un significato più profondo come se lo scrittore volesse portare il lettore a cogliere i significati profondi degli aspetti della vita di ogni giorno.

2) STRUKUL Matteo, I Medici. Un uomo al potere, Newton Compton 2016, pagg. 376

Firenze, 1469. Lorenzo de’ Medici sta vincendo il torneo in onore della sua sposa, Clarice Orsini, appena giunta a Firenze per le nozze con l’uomo che diventerà il Magnifico. Questo matrimonio non è un passo facile per Lorenzo: il suo cuore – ne è convinto – appartiene e sempre apparterrà a Lucrezia Donati, donna di straordinaria bellezza e fascino. Eppure asseconderà il volere della madre e rafforzerà l’alleanza con una potente famiglia romana. Chiamato a governare la città e ad accettare i costi e i compromessi della politica, diviso fra amore e potere, Lorenzo sottovaluta i formidabili avversari che stanno tramando contro di lui per strappargli la guida di Firenze. Girolamo Riario, nipote di papa Sisto IV, dopo aver sobillato Jacopo e Francesco dei Pazzi, storici nemici della famiglia de’ Medici, e stretto alleanza con Francesco Salviati, arcivescovo di Pisa, concepisce una congiura il cui esito per Lorenzo sarà terribile: il fratello Giuliano verrà brutalmente ucciso davanti ai suoi occhi. E da quel momento si aprirà un periodo di violenza e vendetta da cui in pochi si salveranno…

Questo romanzo storico fa parte di una trilogia dedicata alla famiglia Medici di Firenze. Ho letto già i primi due volumi (il primo dedicato a Cosimo de Medici e questo secondo a Lorenzo de Medici). Mi sono appassionato alla lettura di questa trilogia dopo avere visto la serie televisiva andata in onda su Rai 1 dal 18 ottobre all’8 novembre 2016 su Cosimo de’ Medici. L’autore Matteo Strukul è stato una bella sorpresa. Scrive bene, con un linguaggio semplice e comprensivo. Ha saputo raccontare magistralmente e, anche in modo scientifico, un’epoca e una storia difficile da descrivere. L’autore, come lui stesso ha dichiarato, predilige una struttura a riquadri, proprio per facilitare la lettura senza renderla pesante. Pagine meravigliose di una fluidità unica, di una straordinaria bellezza racconta le vicissitudini di Lorenzo il Magnifico, l’autore del famossisimo componimento poetico “Trionfo di Bacco e Arianna“.

3) RANGONI Laura, La magia dei celti, Xenia 2006, pagg. 126

Sono in molti a occuparsi di magia celtica, perché è un fenomeno considerato di moda. In realtà non sappiamo quasi nulla di ciò che facevano i Celti, poiché sono un popolo senza scrittura. le uniche informazioni sulle loro pratiche religiose e magiche, sulla loro classe sacerdotale, sul loro pantheon ci vengono da coloro che li hanno sterminati. Quindi da fonti poco attendibili. Questo libro si basa soprattutto su ciò che è rimasto della loro influenza nella cultura di alcuni popoli e paesi. In particolare sono riportate le usanze, i rituali e le formule magiche della comunità druidica che tuttora vive in Scozia a Old Oak, presso la quale nel 1980 Laura Rangoni ha iniziato il suo cammino verso la conoscenza della magia della natura.

 

Questo libro l’ho comprato alla Fiera del Libro di Roma nel dicembre 2015. Ero a Roma proprio perché dovevo presentare la mia raccolta poetica Il viandante e il divoratore di falene. Sono stato sempre appassionato della cultura celtica e irlandese poi. Infatti comprai diversi libri su questo argomento. È stata una lettura piacevole alla scoperta di un mondo e di un’epoca ormai andati, anche se molte tradizioni miste a folklore sono giunti fino a noi.

4) SPRINGER Elisa, Il silenzio dei vivi. All’ombra di Auschwitz, un racconto di morte e di resurrezione, Marsilio 1997, pagg. 124

Elisa Springer aveva ventisei anni quando venne arrestata e deportata ad Auschwitz con il convoglio in partenza da Verona il 2 agosto 1944. Salvata dalla camera a gas dal gesto generoso di un Kapò, Elisa vive e sperimenta tutto l’orrore del più grande campo di sterminio nazista. Ben presto ridotta a una larva umana, umiliata e offesa, anche nel corso dei sucessivi trasferimenti a Bergen Belsen, il campo dove morì tra gli altri Anna frank, e a Theresienstadt, risucirà a tenere vivo nel suo animo il desiderio di sopravvivere alla distruzione. La sua forza e una serie di fortunate coincidenze le consentono di tornare tra i vivi, dapprima nella sua Vienna natale e poi in Italia, dove all’inizio della persecuzione nazista contro gli ebrei d’Europa, spinta dalla madre, aveva cercato rifugio. Da questo momento e per cinquant’anni la sua storia cade nel silenzio assoluto: nessuno sa di lei, conosce il suo dramma; nessuno vede (o vuole vedere) il numero della marchiatura di Aushwitz che Elisa tiene ben celato sotto un cerotto. Il mondo avrebbe bisogno della sua voce, della sua sofferenza, ma le parole non bastano a raccontare il senso del suo dramma infinito e sempre vivo. La sua vita si normalizza, nasce un figlio. In quegli anni è proprio la maternità il segno della sua riscossa contro i carnefici. Cinquant’anni dopo proprio questo figlio, Silvio, vuole capire, sapere e lei, per amore di madre, ritrova le parole che sembravano perdute. Unico caso al mondo di un silenzio così profondo che si interrompe con in racconto della storia della sua drammatica vita, morte e rinascita, il libro di Elisa Springer assume il peso di quei testi che sanno parlare agli uomini e alla storia, al cuore e alla mente.

La lettura di questo libro nasce con l’intento di approfondire una delle pagine più tristi della storia dell’umanità, in occasione della Giornata della Memoria. A questa pagina potete trovare qualche stralcio di questo libro.

5) GUARNERI Marina, 31 dicembre, EdiGiò 2014, e-book

Un giovane fumettista, Nagel, ex tossicodipendente, con una storia complessa alle spalle ed un passato difficile da dimenticare; un’assistente universitaria, Dhea, improvvisamente catapultata dentro la sua vita; un’ex fidanzata, Silde, con dei rimpianti irrisolti ed un’amica, Nuela che conosce tutta la verità sui fatti taciuti. I destini di questi protagonisti sono già scritti, perché si intrecciano dentro una storia irreale contenuta nella più grande biblioteca virtuale di tutti i tempi, la N.O.M – Nuovi Orizzonti della Mente – Corporation. E’ lì che Sara, sola con i suoi ricordi e i suoi rimpianti, si reca alle soglie del nuovo anno per vivere un’esperienza straordinaria, che cambierà la sua vita. Sara vuole dimenticare chi è e dove si trova, vuole un’altra identità e la finzione le consente di sdoppiarsi in un sogno, nel quale, nei panni virtuali di Dhea, vivrà l’intensità e l’emozione di una storia d’amore che avrà un inaspettato epilogo.
31 Dicembre è un romanzo intenso, originale ed intrigante dall’inizio alla fine e il continuo gioco in cui la vita vera e la vita virtuale si rincorrono e si alternano è l’artifizio con cui l’autrice tesse la sua trama, sempre sospesa tra la realtà e l’apparenza di essa, coinvolgendo così tanto il lettore da farlo sentire subito parte della narrazione.
Il romanzo, senza soluzione di continuità, lega insieme “una realtà molto astratta e una realtà virtuale molto concreta”, così come felicemente sottolineato nella motivazione del “Premio letterario Inedito” vinto nel 2009, che conclude il giudizio definendo 31 dicembre “un prodotto convincente e maturo, uno di quei libri che, a lettura conclusa, ti fanno esclamare che bella storia.

È il primo e-book che leggo nella mia vita da lettore. Ho scoperto l’autrice tramite il suo blog Il Taccuino dello Scrittore: blog che seguo con molto interesse. Peccato non ci sia la versione cartacea. Ne vale davvero la pena leggere questo romanzo. Un romanzo dentro il romanzo, finzione nella finzione, storia nella storia. La vita reale che si intreccia con la vita virtuale della protagonista: vita virtuale che sembra reale, tanto da confondere e fondere insieme realtà e finzione. Complimenti Marina!

E voi quale libro avete letto nel mese di gennaio? Perché ne avete letto qualcuno, vero?

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11 Comments

  • wwayne

    Reply Reply 31 Gennaio 2017

    Io invece, se dovessi citare le mie letture migliori del 2016, il primo nome che farei sarebbe senza dubbio “Lascia che accada” di Amber L. Johnson. Un libro delicatissimo su una ragazza che si innamora di un coetaneo con la sindrome di Asperger, e quindi sugli eroici sforzi che lei compie per accettare tutte le pesanti anormalità che derivano dall’avere una relazione con lui. Avrei voluto recensire questo romanzo, ma ogni volta che ci provavo mi rendevo conto di camminare su un campo minato, perché qualsiasi cosa io scrivessi rischiavo di risultare involontariamente offensivo nei confronti delle persone diversamente abili. E quindi ho dolorosamente rinunciato.

    • Giuseppe

      Reply Reply 31 Gennaio 2017

      Non mi ero accorto che avevo scritto “2016” invece di “2017”. Ho provveduto subito a correggere, non appena mi sono accorto della svista. Il libro che hai letto deve essere stata una bella lettura, soprattutto per la tematica trattata, così delicata e di una attualità sconcertante. Denota tutta la tua sensibilità sia l’averlo letto sia il non averlo recensito per non sembrare offensivo. Anche se non ho avuto la possibilità di leggerlo ne avevo già sentito parlare. In questo mese hai letto qualcosa?

  • Marina

    Reply Reply 1 Febbraio 2017

    Mi erano sembrati un po’ pochini quattro libri in un anno! 😛

    Sono davvero contenta che abbia avuto la curiosità di leggere anche il mio libro e ti ringrazio per l’apprezzamento.
    Poi ho un onore in più: quello di essere stata la tua prima lettura su ebook.
    Grazie ancora. 🙂

    • Giuseppe

      Reply Reply 1 Febbraio 2017

      No, Marina. La lista in questione riguarda solo i libri che ho letto in questo mese. Vero, ho letto il tuo libro-ebook che ho acquistato su Amazon. Un bel libro, davvero, con una storia molto interessante. Il tuo romanzo “distopico” riflette molto bene la cultura e la società contemporanea, ovvero quella di una “società liquida”.

  • Elena

    Reply Reply 1 Febbraio 2017

    Innanzitutto caro giuseppe ti invidio perché sei riuscito a leggere ben 5 libri! Sono ritmi che io non riesco a tenere! Recentemente ho scoperto gli audiolibri, come sai, spero di risalire la media. Solo 1 e mezzo. Ma dalla mia sta il fatto che il mezzo è un giallo che non mi acchiappa e che stento a finire….

    • Giuseppe

      Reply Reply 1 Febbraio 2017

      Di solito leggo più di 5 libri in un mese. Ho avuto meno tempo per leggere proprio perché, in questo mese di gennaio, ho dovuto fare i conti con la scrittura degli articoli sul blog. Altrimenti avrei letto di più.

  • Maria Teresa Steri

    Reply Reply 1 Febbraio 2017

    Ti prego, dimmi come hai fatto a leggere tutti questi libri in un mese! Qual è il tuo segreto, soprattutto se dici che è stato un mese impegnativo? Io non ci riesco assolutamente, a volte neppure uno riesco a finirne.

    • Giuseppe

      Reply Reply 1 Febbraio 2017

      Nessun segreto. Leggo ovunque e in qualsiasi momento della giornata. La lettura mi piace molto di più rispetto alla scrittura. E, comunque, come ho scritto nel commento di risposta a Elena, leggo molti più libri in un mese.

  • Ivano landi

    Reply Reply 16 Febbraio 2017

    Sono sempre stato contrario a tenere traccia delle mie letture, perché mi dava l’impressione di partecipare a una specie di gara a chi legge di più. Tuttavia in questo 2017 per la prima volta lo sto facendo… a forza di leggere dappertutto nei blog riepiloghi delle letture del 2016 ho finito per chiedermi anch’io quanti libri leggo in un anno. Inoltre è un modo come un altro per creare un nuovo post non privo di interesse. Forse sceglierò la soluzione trimestrale, anziché mensile o annuale.
    La mia quota di lettura di gennaio è stata di 3,5 libri.

    • Giuseppe

      Reply Reply 16 Febbraio 2017

      Ciao Ivano. Certo, se deve essere solo un elenco di libri la cosa può essere sterile (ci sono caduto) e sembrare davvero una gara a chi legge di più. Ma lasciare una traccia dei libri letti dove si riportano alcune riflessioni e/o impressioni questo cambia. Lo trovo molto interessante, anche perché si possono scambiare opinioni tra diversi lettori e blogger, conoscere nuovi autori, nuovi titoli e nuovi stimoli, nuovi orizzonti.

      • Giuseppe

        Reply Reply 16 Febbraio 2017

        Quando scrissi il primo articolo di questa rubrica era l’ultimo giorno del mese di luglio 2016. Fui molto contento. L’articolo lo condivisi sui vari social ottenendo un bel risultato e una certa visibilità. Su LinkedIn l’articolo ricevette 97 commenti. Ne nacque una bella discussione che sfociò in riflessioni su scrittori, libri, sul mondo dell’editoria. Ecco perché porto avanti questa rubrica mensile che non vuole essere una semplice e mera lista di libri, quasi fosse la lista della spesa.

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