La decostruzione del soggetto nella nuova topica di Sigmund Freud, parte terza

La teoria delle pulsioni

“La dottrina delle pulsioni è, per così dire, la nostra mitologia. Le entità sono entità mitiche, grandiose nella loro indeterminatezza. Esistono tante pulsioni diverse quante occorrono in quel dato momento: una pulsione di autoaffermazione, una di imitazione, una di gioco, una di socialità”.

Non dubita Freud che dietro queste spinte si nasconda “qualcosa di serio e di potente”, cui fosse opportuno avvicinarsi con cautela e così viene a distinguere due pulsioni principali secondo i due grandi bisogni: la fama e l’amore.

“Una pulsione si differenzia da uno stimolo per il fatto che trae origini da fonti di stimolazioni interne al corpo, agisce come una forza costante e la persona non le si può sottrarre con la fuga, come è possibile di fronte allo stimolo esterno. Nella pulsione si possono distinguere: fonte, oggetto e meta. La fonte è lo stato di eccitamento nel corpo, la meta l’eliminazione di tale eccitamento, e può essere raggiunta nel proprio corpo”.

Scrive ancora:

“Alla base della nostra teoria della libido vi era innanzitutto l’antitesi fra pulsioni dell’Io e pulsioni sessuali… L’Io è sempre il principale serbatoio di libido, dal quale scaturiscono gli investimenti libidici degli oggetti e nel quale gli stessi ritornano, mentre la parte maggiore di questa libido rimane costantemente nell’Io. Si ha, dunque, una continua avversione di libido dell’Io in libido oggettuale e di libido oggettuale in libido dell’Io. Ma allora le due non possono differire quanto a natura, allora non ha senso distinguere fra l’energia dell’una e quella dell’altra, e si può rinunciare al termine “libido” o usarlo come sinonimo di energia psichica in genere”.

Queste antitesi dentro la vita pulsionale è una novità nella teoria delle pulsioni, basata essenzialmente su considerazioni biologiche.

“Supponiamo che vi siano due specie essenzialmente diverse di pulsioni: quelle sessuali e quelle aggressive, quali il sadismo e il masochismo, la cui meta è la distruzione. Se prescindiamo dalla componente erotica del masochismo, esso ci conferma che esiste una tendenza avente come meta l’autodistruzione. (Ne deriva che, se anche per la pulsione distruttiva è vero che l’Io -ma qui intendiamo piuttosto l’Es, l’intera persona- originariamente racchiude in sé tutte le spinte pulsionali, il masochismo è più antico del sadismo e il sadismo è la pulsione distruttiva rivolta verso l’esterno, la quale acquista così il carattere di aggressività). Un certo che dell’originaria pulsione distruttiva può rimanere ancora all’interno; sembra che la nostra percezione lo possa afferrare solo a queste due condizioni: quando si collega con le pulsioni erotiche a formare il masochismo, o quando si rivolge contro il mondo esterno in forma di aggressività, con una più o meno grande aggiunta di erotismo. Ci si presenta subito la possibilità che l’aggressività non trovi soddisfacimento nel mondo esterno, perché si imbatte in ostacoli reali, e ci domandiamo che cosa accadrebbe. in tal caso forse si ritirerà, andrà ad accrescere l’autodistruttività predominante all’interno… Aggressività impedita sembra significare una grave offesa. È realmente come se dovessimo distruggere qualche altra cosa o persona per non distruggere noi stessi, per preservarci dalla tendenza all’autodistruzione”.

A dire il vero, la questione dell’istinto, delle sue forme e dei principi che lo strutturano, ha costituito una autentica preoccupazione per Freud, il quale alla fine giunge a parlare di un istinto di vita o Eros e di un istinto di morte o Thanatos. L’istinto di vita si esprime nell’amore, nella creatività, nella costruttività. E quello di morte nell’odio e nella distruzione. Quest’istinto è potente, l’uomo è aggressivo.

Scrive Freud ne Il disagio della civiltà:

“Homo homini lupus: chi ha il coraggio di contestare quest’affermazione dopo tutte le esperienze della vita e della storia?”

 

La quarta e ultima parte parte del saggio La decostruzione del soggetto nella nuova topica di Sigmund Freud, (Conclusioni, Breve bibliografia) uscirà lunedì 27 marzo

___________________________________________________

Se vuoi essere aggiornato su tutti i miei articoli Iscriviti alla Newsletter

I commenti sono l’anima del blog, perciò se l’articolo ti è piaciuto o pensi ti possa servire, lasciami un commento o una tua riflessione. Sarò felice di risponderti.

Condividere è giusto...Share on LinkedIn0Share on Google+1Pin on Pinterest0Tweet about this on TwitterShare on Facebook0Email this to someone

Lascia un commento da Facebook:

10 Comments

  • Costa

    Reply Reply 20 marzo 2017

    Sì fa sempre più interessante la psicoanalisi di Freud. Le mille sfaccettature delle pulsioni sono sempre alla base delle nostre vite. Giusto? Buon proseguimento. Saluti da costa

    • Giuseppe

      Reply Reply 20 marzo 2017

      Giustissimo, Costa. Le diverse pulsioni che noi abbiamo derivano sempre da qualcosa e portano sempre verso da qualche parte. Lo sfogo di queste pulsioni deve trovare una via d’uscita. Sempre!

  • newwhitebear

    Reply Reply 20 marzo 2017

    Interessante questo post dove esamini le teoria di Freud sulle pulsioni umane.

    • Giuseppe

      Reply Reply 20 marzo 2017

      Grazie mille!

  • Elena

    Reply Reply 20 marzo 2017

    Ciao, non è forse distruggendo qualcosa che può esserne generata un’altra? In fondo Freud penso volesse significare proprio questo…. Che ne dite?

    • Giuseppe

      Reply Reply 20 marzo 2017

      La distruzione di qualcosa non è mai casuale. Vi è sempre un motivo. Non è forse dalle ceneri che rinasce la fenice? Nella nostra vita siamo testimoni di come essa stessa ci cambia. A volte, quando finisce qualcosa, quando troviamo le porte chiuse tutto questo porta immancabilmente a cambiare rotta, a trovare soluzioni nuove che possano soddisfare le nostre nuove esigenze. Ci sarebbe molto da dire su questa domanda, cara Elena, non sei d’accordo?

  • wwayne

    Reply Reply 20 marzo 2017

    Ciao! Come da te richiesto, ti fornisco il mio parere su questo post. La parte che mi è piaciuta di più è quella in cui inserisci la riflessione di Freud sul masochismo e sulla sua componente erotica in un più generico discorso sul legame tra eros e thanatos: è un assoluto colpo di genio aver stabilito un collegamento tra questi due concetti, complimenti! 🙂

    • Giuseppe

      Reply Reply 20 marzo 2017

      Credo che il colpo di genio sia da attribuire allo stesso Freud, in quanto è lui stesso che ne parla nelle sue opere. Io ho cercato solo di riportare il suo pensiero. Grazie per il commento! Alla prossima!

  • Marina

    Reply Reply 22 marzo 2017

    Viviamo di pulsioni e saperle gestire è arduo compito. Il pensiero di Freud è affascinante, penso a tutte le volte in cui nel linguaggio comune usiamo i termini masochista o sadico, senza conoscerne a fondo l’accezione. E poi no, homo homini lupus è incontestabile! 🙂

    • Giuseppe

      Reply Reply 22 marzo 2017

      Ciao Marina. Ormai abbiamo dimenticato il significato di molti termini. Purtroppo. Molto spesso usiamo parole di cui abbiamo perso il significato originale. La concezione del mondo odierno, credo, abbia contribuito di molto a questo fenomeno. La gestione delle nostre pulsioni, delle nostre emozioni è questione, almeno penso, di un nostro sano equilibrio mentale. Difficile Sì! Grazie per il commento.

Leave A Response

* Denotes Required Field