La decostruzione del soggetto nella nuova topica di Sigmund Freud, parte prima

Introduzione

“Il problema fondamentale del destino della specie umana a me sembra questo: se, e fino a che punto, l’evoluzione civile degli uomini riuscirà a dominare i turbamenti della vita collettiva, provocati dalla loro pulsione aggressiva e autodistruttrice”.

Sembra essere questa affermazione la base da cui Freud abbia intrapreso il suo lungo esodo alla ricerca di un’oggettiva verità e che l’abbia portato con notevoli fratture e cadute alla fondazione della Psicoanalisi, fondamentale per la cultura contemporanea come scoperta del dinamismo psichico e come terapia:

“La psicoanalisi è una mia creazione”.

E questa scienza nuova creata da Freud era destinata ad esercitare nel giro di pochi decenni un influsso enorme e sempre più massiccio sull’immagine dell’uomo e delle sue attività psichiche e dei suoi prodotti culturali.

Non vi è umano avvenimento che non sia stato toccato sin nelle radici dalla dottrina psicoanalitica: il sesso viene chiamato in causa per primo per spiegare la vita normale e soprattutto le malattie mentali; l’io e il suo sviluppo vengono inquadrati in una nuova ottica; i sogni, i lapsus, le dimenticanze, le sbadataggini, le associazioni immediate di idee, errori di stampa, smarrimento o rottura di oggetti, motti di spirito, amnesie diventano spiragli per guardare nel profondo dell’uomo. Fenomeni questi, mai presi sul serio dalla “scienza esatta” e sui quali Freud offre analisi brillanti.

Interpretazione onirica

L’antichità classica, ad esempio, considerava i sogni come profezie, e a tale proposito riporto testualmente alcune righe di Freud:

“Quando Alessandro Magno intraprese la sua campagna di conquiste, al suo seguito si trovavano i più famosi interpreti di sogni. La città di Tiro, che a quei tempi si trovava ancora su un’isola, oppose al re una resistenza così violenta che a costui venne in mente di rinunciare all’assedio. Ma una notte sognò un satiro che ballava come in trionfo, e quando riferì questo sogno ai suoi interpreti, gli venne risposto che gli era stata annunziata la vittoria sulla città. Ordinò l’attacco e occupò Tiro”.

La scienza dei tempi di Freud, invece, li aveva abbandonati alle superstizioni. Ma Freud li ha voluti portare all’interno della scienza.

Il risultato fu che nel sogno c’è un “contenuto manifesto” (quello che si ricorda e si racconta, quando ci si sveglia) e un “contenuto latente” (quel senso del sogno che l’individuo non sa riconoscere). Ed è proprio questo contenuto latente che “contiene il vero significato del sogno stesso, mentre il contenuto manifesto non è altro che una maschera, una facciata”.

Lo psicanalista è, quindi, un’interprete di sogni.

“Interpretare significa trovare un senso nascosto”.

 

E ancora:

“Il sogno diventa dunque in tal modo oggetto d’indagine psicoanalitica”.

E nelle radici nascoste dei sogni noi troviamo impulsi rimossi che il sogno cerca di soddisfare:

“Il sogno costituisce la realizzazione di un desiderio”.

In conclusione:

“Il sogno è la realizzazione (mascherata) di un desiderio (rimosso)”.

E ad avviso di Freud:

“L’interpretazione dei sogni è la via regale per la conoscenza dell’inconscio, la base più sicura delle nostre ricerche”.

Il concetto di libido

Freud scava sotto gli effetti di senso che costituiscono il campo della coscienza e mette a nudo il gioco dei fantasmi e delle illusioni dietro ai quali si maschera il nostro desiderio.

Freud riconduce la vita dell’uomo ad una originaria libido, cioè ad una energia connessa principalmente al desiderio sessuale:

“Analoga alla fame in generale, la libido designa la forza con la quale si manifesta l’istinto sessuale, come la fame designa la forza con la quale si manifesta l’istinto di assorbimento del nutrimento”.

Ciò vuol dire che, mentre desideri come la fame o la sete non vengono rimossi, le pulsioni sessuali vengono rimosse, per poi riapparire nei sogni e nelle nevrosi. Quindi la sessualità repressa o esplode o ritorna in parecchi sogni.

Il complesso di Edipo

Analizzando questi sogni Freud scopre la sessualità infantile, la quale lo porterà ad un punto centrale della sua teoria: il complesso di Edipo.

“Il bimbo concentra sulla persona della madre i suoi desideri sessuali e concepisce impulsi ostili contro il padre, considerato come un rivale. Questa è anche, “mutatis mutandis“, l’attitudine della bambina”.

I sentimenti che vengono a crearsi durante questi rapporti non sono solo affabili e pieni di tenerezza, ma anche ostili. Si forma così un complesso, vale a dire un insieme di idee e di ricordi legati a sentimenti molto intensi.

Nell’impossibilità di soddisfare il suo desiderio, il bimbo si assoggetta al genitore di cui è geloso, e costui diviene il suo padrone interiore. E con l’interiorizzazione di u agente critico interno la crisi edipica passa, ma intanto si è instaurato il Super Ego, e con esso la morale.

L’associazione libera delle idee

Cammin facendo, Freud si vide costretto dalle esperienze, che si accumulavano sempre di più nel corso delle sue indagini, a migliorare le tecniche terapeutiche: così oltre alle teorie della resistenza e della rimozione nell’inconscio, la tecnica dell’associazione libera delle idee risultò idonea

“a manifestare tutto quello che giunge al pensiero del paziente, quando egli rinunci a guidare il pensiero intenzionalmente”.

Questa tecnica non esercita costrizioni sul malato ed è una via efficace per giungere alla scoperta della resistenza:

“La scoperta della resistenza è il primo passo verso un suo superamento”.

L’analista, oltre la libera associazione delle idee, oltre ai sogni, è un interprete degli atti mancati, dei lapsus, delle dimenticanze, dei ritardi, delle associazioni immediate. Solo scoprendo la causa della malattia si possono sciogliere i nodi. Questa è la ragione per cui

“Dov’era l’Es, deve diventare l’Io”

È la trasformazione dell’inconscio in conscio.

 

La seconda parte del saggio La decostruzione del soggetto nella nuova topica di Sigmund Freud, (L’apparato psichico, I principi di piacere e di realtà, L’angoscia) uscirà lunedì 13 marzo

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10 Comments

  • Elena

    Reply Reply 6 marzo 2017

    Buongiorno Giuseppe, Freud fu uno dei miei primi interessi da adolescente, non che lo comprendessi appieno, ma mi affascinava molto. Sono proprio curiosa di vedere cosa ci aspetta. Oggi riflettero sul significato dei sogni come realizzazione di desideri inespressi. Sono fortemente intenzionata ad essere felice

    • Giuseppe

      Reply Reply 6 marzo 2017

      Ciao Elena. Diciamo che la psicoanalisi di Freud ha sempre esercitato sull’uomo non solo il suo fascino, ma anche un po’ di paura. E mi riferisco a quella paura insita nell’uomo di conoscersi e di conoscere appieno la propria vita. Anche io, mentre scrivevo questo post, riflettevo su molte cose. Ad esempio, sul significato dei sogni come realizzazione di desideri inespressi, sulla mia infanzia, sul rapporto con i genitori, sui desideri sessuali: sono sempre occasioni, queste, per poter riflettere un po’ sulla nostra vita.

  • Costa

    Reply Reply 7 marzo 2017

    Finalmente Freud, il padre della psicoanalisi. Lo adoro! Attendo i nuovi risvolti, Giuseppe, attraverso il tuo prossimo articolo riguardante questo grande uomo. Saluti da costa.

    • Giuseppe

      Reply Reply 7 marzo 2017

      Ciao Costa. Finalmente Freud! Se questa serie di articolo su Freud ti piace allora è un buon motivo per continuare a seguire il mio blog. Saluti!

  • Costa

    Reply Reply 13 marzo 2017

    Sì infatti volentieri.

    • Giuseppe

      Reply Reply 13 marzo 2017

      Grazie!

  • frida

    Reply Reply 18 marzo 2017

    Ciao Giuseppe.
    Ho iniziato i miei studi proprio con le teorie di Freud e anche oggi, che pure mi sento più vicina alle concezioni di Jung, non posso misconoscere
    il gran merito del Maestro, senza il quale questa scienza che tanto ci ” dice ” dell’uomo, non esisterebbe. E fai bene a parlarne, perché è un bene essere consapevoli che c’è una vita ” del profondo” che tanto condiziona il nostro agire, anche senza che noi ce ne accorgiamo.
    Queste ” operazioni ” fanno parte di una buona diffusione della cultura ” anche classica ” – se così vogliamo chiamarla -che in un periodo storico come quello attuale, dominato dalla fretta, dalla superficialità e dalla continua ricerca ” dell’apparire più che dall’essere ” rischia ( purtroppo ! )l’estinzione.

    • Giuseppe

      Reply Reply 18 marzo 2017

      Vero Frida. Oggi le teorie di Freud sono un po’ superate. Ma rimangono comunque alla base degli studi della psicoanalisi. La società odierna, che qualcuno ha definito “liquida”, ha adottato nuovi paradigmi come tu stessa hai sottolineato. In questo caso Pirandello ed Hermann Hesse hanno parecchio da insegnare.

  • Marina

    Reply Reply 19 marzo 2017

    Arrivo come sempre tardi, ma non mi voglio perdere questi appuntamenti con Freud, che ho amato in gioventù tanto da volere fare studi di psicologia prima di intraprendere ben altre strade universitarie. Sono fissata con i sogni: per me significano molto, sono direttamente collegati a tutto ciò che della nostra vita rimane irrisolto, ne sono convinta.

    • Giuseppe

      Reply Reply 19 marzo 2017

      Ne sono convinto anche io! Ora mi raccomando: cerca di essere puntuale! 🙂

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