La decostruzione del soggetto nella nuova topica di Sigmund Freud, parte quarta

Conclusioni

Dopo questo vasto curriculum sul pensiero filosofico di Freud poniamoci un quesito fondamentale per comprendere appieno la decostruzione che ha portato sul soggetto. Quale posto occupa la coscienza in Freud? Cos’è la coscienza? Rispondiamo con le stesse parole di Paul Ricouer, filosofo francese.

“L’intelligibilità degli effetti di senso prodotti dalla coscienza immediata -sogni, sintomi, fantasmi, folklore, miti e idoli- non può esser conquistata allo stesso livello di discorso di questi effetti di senso. Tale intelligibilità è inaccessibile alla coscienza perché quest’ultima è essa stessa separata dal livello in cui si costituisce il senso, dalla “barra” della rimozione. Il pensiero che la coscienza è tagliata fuori dal senso di se stessa a causa di un impedimento di cui essa non è né padrona né informata, è la chiave della topica freudiana… La coscienza stessa è soltanto un sintomo e inoltre è soltanto un sistema tra gli altri, cioé il sistema percettivo che regola il nostro accesso alla realtà. Certamente non è che la coscienza sia nulla; essa è almeno il luogo di tutti gli effetti di senso cui si applica l’analisi, ma non è né il principio, né il giudice, né la misura di tutte le cose”.

Scrive ancora Ricoeur:

“Freud aggiunge alla nozione di coscienza, concepita come uno dei “luoghi” della sua topica, la nozione dell’Io, come una “forza”  in preda a padroni che lo dominano. Così il problema del soggetto si sdoppia: la coscienza è legata al compito della vigilanza, della percezione attiva, della apprensione ordinata e regolata dalla realtà; l’Io è votato al compito di governare e dominare le forze che in un primo tempo lo schiacciano: il saggio su l’Io e l’Es termina con quadro pessimistico dei numerosi obblighi dell’Io, paragonato ad un valletto i cui servigi sono contesi tra vari padroni: il Super Io, l’es e la Realtà”.

E ancora:

“La psicoanalisi ha soltanto l’ambizione terapeutica di allargare il campo di coscienza e rendere all’Io un po’ della forza ceduta ai suoi tre potenti padroni”.

Concludendo:

“Se il soggetto non è quello che io creda che sia, allora bisogna perdere la coscienza per trovare il soggetto”

e

“come per Spinoza, dunque, la perdita delle illusioni della coscienza è la condizione di ogni riappropriazione del soggetto vero”.

Come può il soggetto essere tale senza coscienza, quando poi questa è parte integrante del soggetto stesso? Come può l’Io essere soltanto un servitore fedele del Super Io? Come può l’Io essere solo l’insieme degli impulsi inconsci della libido, la sorgente della energia biologico-sessuale?

Ecco come Freud decostruisce il soggetto.

L’intenzione degli sforzi terapeutici è in definitiva di rafforzare l’Io, di renderlo più indipendente dal Super Io, di ampliare il suo campo percettivo e perfezionare la sua organizzazione, così che possa annettersi nuove zone dell’es. Dove era l’Es, deve diventare l’Io.

“Questo abbozzo di immagine dell’uomo si oppone alla coscienza che l’umanità ha del suo essere-uomo, e in particolare al carattere spirituale e all’orientamento originale e fondamentale dell’uomo verso il significato della propria esistenza. Questa immagine caricaturale dell’uomo lo sfigura e lo snatura. A questo punto possiamo concludere e riassumere la nostra critica alla “antropologia freudiana”: si sostituisce l’orientamento primordiale dell’uomo verso un significato con il suo apparente stato di determinazione da parte degli impulsi, si elimina la sua aspirazione verso i valori, che caratterizza effettivamente l’uomo, e non lo si riconosce più se non come una aspirazione al piacere”.

Breve bibliografia

FREUD Sigmund, Introduzione alla psicoanalisi, Boringhieri, Torino 1978

FREUD Sigmund, Per la storia del movimento psicoanalitico, Boringhieri, Torino 1975

FREUD Sigmund, Il disagio della civiltà e altri saggi, Boringhieri, Torino 1985

FREUD Sigmund, L’interpretazione dei sogni, Newton Compton, Roma 1970

FREUD Sigmund, L’Io e l’Es, Boringhieri, Torino 1985

RICOEUR Paul, Il conflitto delle interpretazioni, Jaka Book, Milano 1986

MONDIN Battista, Introduzione alla filosofia. Problemi. Sistemi. Filosofi, Massimo, Milano 1990

REALE Giovanni/ANTISERI Dario, La filosofia nel suo sviluppo storico, vol. III, La Scuola, Brescia 1992

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6 Comments

  • Costa

    Reply Reply 27 marzo 2017

    E così volge al termine anche questo interessante viaggio nel mondo di Freud lasciandoci con una domanda davvero angusta sulla coscienza.
    Grazie Giuseppe per i tuoi approfondimenti. A presto da Costa!

    • Giuseppe

      Reply Reply 27 marzo 2017

      Ciao Costa. Grazie a te. A presto!

  • Marina

    Reply Reply 2 aprile 2017

    L’io paragonato a un valletto asservito al potere dei tre padroni superiori è un’immagine davvero suggestiva.
    Meno male che qualcuno ha pensato a darle una mano!

    • Giuseppe

      Reply Reply 3 aprile 2017

      In questo Freud è stato geniale!

  • Marina

    Reply Reply 2 aprile 2017

    Vabbè, ho considerato l’io al femminile!

    • Giuseppe

      Reply Reply 3 aprile 2017

      Io al maschile. Ahahah

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