Intervista a Liliana Onori, autrice di ”Come il sole di mezzanotte”

Cari amici, lettori e naviganti, benvenuti nel mio piccolo e modesto salottino letterario. L’articolo-intervista di oggi si inserisce a pieno titolo nella rubrica Per chi ama i libri ambientati in Irlanda, rubrica nata con l’idea di conoscere e approfondire le opere degli scrittori irlandesi da una parte, e di conoscere e promuovere le opere degli scrittori italiani che sono ambientati nella fascinosa terra d’Irlanda dall’altra. Ospite di questa terza intervista è Liliana Onori, autore del libro Come il sole di mezzanotte. Conosciamola meglio.

1) Benvenuta Liliana. Cominciamo col raccontare di te e dei tuoi studi.

Sono nata e cresciuta a Roma, ho una formazione classica e lavoro per le Biblioteche di Roma da circa otto anni.

2) Come e quando hai iniziato a scrivere esattamente e per quali ragioni?

In realtà non c’è stato un momento preciso in cui ho iniziato a scrivere. Io ho sempre sognato di diventare una scrittrice, non ho mai voluto far altro nella mia vita. Quando ero molto piccola creavo storie a voce, poi appena ho imparato a scrivere è stato naturale per me mettere su carta tuto quello che avevo nella testa. E quindi non c’è neanche una ragione per cui scrivo: è la mia natura, non potrei essere diversa. Secondo me si nasce scrittori, indipendentemente da quanti libri si pubblicano (perché poi lì è anche questione di fortuna), lo senti dentro, è più forte di te, è qualcosa a cui non puoi opporti. Viene da sé, è spontaneo…è un po’ come quando respiri. E in un certo senso è vitale allo stesso modo. Per questo le dicevo che non c’è un momento in cui ti scopri scrittore: se lo sei, lo sai e lo sei e basta…nasci così. Poi magari ci sono tempi di incubazione per le idee, l’ispirazione ogni tanto manca e il lavoro va a rilento, ma non smetti mai e non cominci mai ad essere scrittore.

 

3) A che genere di autori ti avvicini maggiormente? Quali letture e scrittori prediligi maggiormente e quali esempi ti portano?

I generi letterari che mi piacciono di più si distaccano parecchio dal tipo di libri che scrivo perché sono appassionata soprattutto di horror e gothic, anche se devo ammettere che il mio libro preferito è Cime Tempestose perché secondo me affronta l’amore romantico in un modo diverso dal solito. Heathcliff incarna un tipo di amore reale, vero, tangibile quasi. Il libro più bello in assoluto che abbia letto invece è La verità sul caso Harry Quebert perché contiene tutto quello che dovrebbe esserci in un libro: c’è amore, c’è la passione, c’è mistero, morte, sesso, amicizia, bugie, delusione, verità… tutti i libri dovrebbero essere scritti così.

4) Raccontiamo della tua opera “Come il sole di mezzanotte”. Di cosa parla esattamente? E quanto di te c’è nell’opera?

Il romanzo è fondamentalmente la storia d’amore tra Anna, una contessina nell’Irlanda di fine ‘800, e Julian che invece è un marinaio spiantato senza neanche un cognome. Un amore che, a causa proprio di queste loro differenze, porterà a delle tragiche conseguenze, tra le quali la morte del ragazzo, nel momento in cui verranno scoperti dai genitori di lei. Anna si ritroverà quindi a dover affrontare una grande perdita ma sarà in qualche modo aiutata da un nuovo possibile amore. Anche se non proprio tutto è come sembra… Di me ovviamente c’è tantissimo in ogni protagonista, sia in quelli buoni che in quelli cattivi. Ogni aspetto di ogni singolo personaggio l’ho descritto sullo stampo del mio carattere. I dubbi, l’amore, l’odio, l’orgoglio, il perdono, la rabbia sono tutti sentimenti universali rappresentati ora da questo ora da quel protagonista ma che sono sempre IO. Io sono tutti i miei personaggi. Il libro è edito da LibrosìEdizioni ed è stato pubblicato nel 2015.

 

5) Quali sono le principali difficoltà che hai incontrato o che stai incontrando nella promozione del tuo libro?

Per fortuna non ho incontrato vere difficoltà nella promozione soprattutto perché sono stata sempre seguita dalla casa editrice e supportata nelle varie presentazioni e in più sono stata anche fortunata perché è stato accolto bene dal pubblico. Ho avuto la possibilità di presentare il romanzo ad Orvieto, a Roma, a Milano e a Bologna durante il Festival Irlandese cui ero stata invitata, e tra ebook e cartaceo abbiamo superato le 2000 copie vendute. E’ stato realizzato anche un booktrailer del romanzo con l’aiuto e la collaborazione di Fabrizio D’Ammassa, che è anche curatore della copertina del libro, e di Diego Corbi che invece è l’autore della musica.

6) Quale sarà la tua prossima opera? E quale argomento toccherà?

Adesso sto lavorando al seguito de Come il sole di mezzanotte. La protagonista sarà Hope, la figlia di Anna, che vivrà nel periodo delle suffragette cercando in tutti i modi di entrare a far parte del movimento scontrandosi con le difficoltà del momento e del caso, oltre che con la sua famiglia e le forze dell’ordine.

7) C’è qualche domanda che vorresti ti fosse rivolta nelle varie interviste?

Mi piacciono molto le domande intelligenti, ovviamente, quelle che mi permettono di spiegare i tratti dei protagonisti e la trama del romanzo nei suoi aspetti più intimi, personali e profondi.

8) Puoi regalarci qualche passo del tuo libro? Magari l’Incipit di “Come il sole di mezzanotte”?

Maggio 1889. Piovigginava quella mattina di maggio, ma non era una stranezza nella contea irlandese di Cork. Correva veloce sul ponte la carrozza che stava riportando a casa Anna DeLarey sull’isola di Queenstown, che sorgeva alla foce del fiume Lee e che era collegata alla terraferma da una serie di ponti.

Dopo la fine della scuola, l’unica cosa che Anna desiderava era abbandonare i libri e rivedere i suoi genitori, la sua tata e godersi lunghe passeggiate nel boschetto che circondava tutta la sua casa. Il Collegio delle suore del Sacro Cuore di Berna in cui aveva studiato per dieci anni era in assoluto il migliore, se ne parlava in tutti i salotti dell’epoca, ed era rinomato per le eccellenti studentesse che ne erano uscite istruite e ben educate. Nessuno però parlava mai di quanto le suore fossero severe e di quanto fossero lunghi i periodi lontano dalla famiglia, ma adesso che all’orizzonte riusciva a vedere il cancello di casa, quei pensieri svanirono. Trovò tutti ad attenderla, compresa la servitù, ben schierata come un esercito. Appena la carrozza si fermò, Anna scese i due scalini quasi volando, senza nemmeno aspettare l’aiuto del cocchiere. Il padre, il conte Conrad DeLarey, le corse incontro stendendo le braccia in avanti per abbracciarla. Tra di loro c’era sempre stato un rapporto speciale. Anna lo adorava e lui non viveva che per renderla felice. L’idea di mandarla a studiare lontano, infatti, non gli era mai piaciuta molto, ma le ragioni che sua moglie Diana gli aveva sottoposto in merito gli avevano fatto credere che per Anna sarebbe stata un’ottima opportunità. Anna non tornava a casa da più di un anno e risentire il calore del padre in quell’abbraccio le fece dimenticare in fretta di essere stata via tanto tempo. Sua madre le accarezzò semplicemente il viso, sorridendole. Le era stato insegnato che una madre doveva essere un esempio continuo per la propria figlia: niente smancerie, quindi, o crisi di pianto di felicità. Charlotte, la sua tata, un po’ si commosse, invece mentre Anna la abbracciava. Era al servizio dei DeLarey da tanti anni e aveva cresciuto Anna come una figlia, allattandola al seno nei primi giorni di vita. Rivide con piacere anche tutti gli altri: Henry il giardiniere e sua moglie Molly, la cuoca, Peter lo stalliere, il maggiordomo Charles insieme alle cameriere Jessica e Cassandra, di pochi anni più grandi di lei.

La sua camera era come l’aveva lasciata, tutta bianca con il letto al centro davanti alle finestre per ricevere il più possibile i raggi del sole, dall’alba fino al tramonto. Si fece aiutare a disfare i bagagli dalle due cameriere che le raccontarono gli ultimi pettegolezzi dell’alta società riguardo persone che lei nemmeno conosceva. Tutto era come nuovo per lei. Era stata troppo tempo lontano da casa e dalla vita mondana che le piaceva, nonostante la monotonia degli eventi.

Nei pomeriggi successivi, Diana organizzò diversi tè per presentare Anna alle sue amiche più care specialmente quelle più in vista. Anna però si annoiava a quegli incontri. Quelle donne, che avevano tutte il doppio della sua età, parlavano solo di mobili da soggiorno che andavano assolutamente rinnovati almeno una volta ogni due anni per essere al passo con le tendenze della moda corrente e delle modiste di Parigi che sembravano essere in assoluto le migliori. Oppure, sparlavano di quella o quell’altra persona che aveva commesso il più grande errore della propria vita fidandosi di loro tanto da confidare un segreto su cui poi tutte spettegolavano per ore. La sua vita non era ancora fatta di queste cose. A parte lo studio, non aveva avuto modo di dedicarsi ad altro, quindi in realtà era come se la sua vita non fosse ancora fatta di nulla, doveva ancora cominciarne una vera, una che desiderava fosse piena di emozioni stravolgenti. A diciassette anni, che altro avrebbe dovuto sognare?

 

Bene Liliana. Sono davvero contento di averti avuto come ospite nel mio blog, per questa chiacchierata, ad averci svelato qualcosa in più su di te, sulle tue attività da scrittrice e sul tuo romanzo Come il sole di mezzanotte. Ti faccio i miei migliori auguri per la tua carriera. Grazie ancora per l’occasione concessami nell’aver arricchito questo salottino letterario dedicato ai libri ambientati in Irlanda.

Se qualcuno avesse altre domande Liliana sarà felice di rispondere attraverso i commenti.

 

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2 Comments

  • Costa

    Reply Reply 9 Febbraio 2017

    Condivido a pieno le dichiarazioni nell’intervista rilasciata da Liliana Onori. Non mi reputo una grande scrittrice come lei, ma scrivo da diversi anni anche io e, quando l’ispirazione ti prende, ti coinvolge anche in piena notte e con forza e passione riesco a scrivere pagine e pagine. Gran bella intervista.

    • Giuseppe

      Reply Reply 10 Febbraio 2017

      Grazie Costa.

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