Il tempo dell’attrazione dell’amore, parte seconda

Non è forse questa la dinamica della rivelazione che mentre rivela, allo stesso tempo si ritrae, e ritraendosi rimanda alle origini? Non è forse questo l’eterno gioco dello svelamento e del velamento della rivelazione? Non è forse questo il palcoscenico su cui si svolge il dramma della ricerca di Dio e della risposta dell’uomo? Non è forse a questo punto che si vive la tensione di un amore puro e l’incapacità di restare fedeli a tale amore? Non è forse qui che l’uomo scopre la sua finitudine di fronte all’infinità di Dio, la sua fragilità di fronte all’onnipotenza di Dio, la frammentarietà della sua esistenza di fronte alla totalità dell’assoluto?

Quali allora le possibilità di un punto d’incontro tra l’umano e il divino, tra il dicibile e l’indicibile, tra il finito e l’infinito? Tra un frammento che sia allo stesso tempo il Tutto e il Tutto che sia allo stesso tempo un Frammento?

Giuseppe Marino

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7 Comments

  • Elena

    Reply Reply 9 marzo 2017

    Tempo fa ti scrissi “L’universo in un granello di polvere”. Per me significa proprio questo, poter vedere il tutto nella sua infinitesima parte. E sentirsi tutt’altro che piccoli e insignificanti, ma immensi come l’universo di cui facciamo parte. Buona giornata

    • Giuseppe

      Reply Reply 9 marzo 2017

      Ciao Elena. Buongiorno a te! L’uomo è un microcosmo che contiene dentro se l’universo intero. La Bibbia contiene un bel versetto sulla definizione di uomo dicendo che “è poco meno degli angeli” e che Dio lo ha “coronato di onore e di gloria”. Questa argomentazione dal punto di vista filosofico e teologico si chiama Universale concretum. Se posso suggerirti una lettura impegnativa ti invito a leggere il saggio filosofico-teologico “Il tutto nel frammento” di Hans Urs von Balthasar, edito da Jaka Book nel 1990: una lettura ancora valida poiché non superata.

      • Giuseppe

        Reply Reply 9 marzo 2017

        A proposito. Dove trovo l’articolo sul tuo blog? Vorrei leggerlo!

        • Elena

          Reply Reply 19 marzo 2017

          Buongiorno Giuseppe, scusa per il ritardo con cui ti rispondo. Era uno scritto che non ho mai pubblicato. Magari prima o poi lo farò. Fu il portato di una settimana di meditazione in montagna. Grazie per il tuo suggerimento di lettura. In questo periodo sto ricevendo molti spunti interessanti, grazie di cuore!

          • Giuseppe

            19 marzo 2017

            Allora attenderemo per la lettura di queste riflessioni. Grazie a te!

  • Costa

    Reply Reply 9 marzo 2017

    L’uomo, un piccolo frammento davanti alla grandezza di Dio che è il suo stesso immenso firmamento che ha creato. Un punto di incontro? Dalla parte dell’uomo è ogni giorno più difficile trovarlo. Buona giornata da Costa!

    • Giuseppe

      Reply Reply 9 marzo 2017

      Ciao Costa. Buongiorno a te! Oggi, nella società liquida in cui viviamo, è molto difficile che l’uomo possa trovare un punto di riferimento forte. Ma, nella storia passata, molti sono stati i pensatori, i filosofi e i teologi che si sono cimentati sull’argomento. Gregorio di Nissa, Massimo il Confessore, Origene, Karl Barth, Romano Guardini, Hans Urs von Balthasar, Agostino d’Ippona, Werner Loser, Salvador Pié-Ninot, Anselmo d’Aosta, Tommaso d’Aquino, Rino Fisichella, Platone, Plotino, Aristotele. L’elenco potrebbe continuare a lungo: ma, come vedi, sono stati in tanti a disquisire su questa tematica. E tutti hanno posto l’attenzione sui rapporti che intercorrono tra la divinità e l’uomo.

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