Il tempo dell’attrazione dell’amore, parte quarta

L’uomo, da sempre, vive nelle più profonde contraddizioni. nella sua piccolezza e finitudine di fronte al cosmo esperimenta la sua nullità. Di fronte alla verità o alle molteplici verità che gli vengono enunciate l’uomo si trova a dover scegliere quella più conveniente e congeniale, senza conoscere o verificare se si tratti di una verità certa, salvifica, o di una verità non dimostrabile e fallibile nel tempo. Nella totalità del tempo che vive egli sente dentro di sé di essere un frammento insignificante, incapace di leggere la sua vita e la sua esistenza e di darle un senso che possa essere credibile dinanzi agli occhi del mondo. Davanti all’immensità del creato, dell’universo intero l’uomo scopre la sua finitudine, e il suo limite di essere qui ed ora assumerà, prima o poi, quella connotazione così peculiare che farà del suo posto un qualcosa di simile alla reclusione.

Dinanzi poi al proprio mondo interiore, nell’interiorità del proprio essere, egli fa esperienza di sensazioni più disparate e diversificate che vanno dalla paura alla angoscia, dalla solitudine allo sconforto, alla sfiducia di se stesso. La morte, poi, è l’ultimo bastione che non riesce ad abbattere. Ma l’uomo non è questo. Se lo fosse sarebbe non solo la sua fine, ma la fine di tutto, di ogni cosa. Forse egli sarebbe il Nulla.

Eppure l’uomo sa ed esperimenta nel suo essere realtà che lo innalzano dalla polvere della terra, emozioni e sensazioni che lo riportano dalle tenebre alla luce.

L’uomo è un microcosmo, un piccolo mondo capace di trascendere se stesso, di andare oltre le barriere del tempo e del finito.

Giuseppe Marino

 

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8 Comments

  • Costa

    Reply Reply 23 marzo 2017

    Se si potesse dare un sottotitolo a questa parte quarta penso sarebbe bello questo: Uomini liberi oltre ogni barriera.
    Stupenda questa parte quarta. Saluti da Costa!

    • Giuseppe

      Reply Reply 23 marzo 2017

      Ciao Costa. Suggestivo il titolo che proponi. Grazie!

  • frida

    Reply Reply 23 marzo 2017

    Ho letto con grande piacere questo tuo post: si tratta di quelle letture che danno respiro all’anima. In quanto al tema del dolore, della consapevolezza del proprio limite e del ” bastione” invalicabile della morte, si tratta di temi che possono essere letti da un’angolazione sia laica che religiosa.
    Jung affermava che nell’uomo coesistono due nature: egli è capace dei più grandi atti di generosità quanto dei più crudeli misfatti. (Ed è bene tenerne conto).
    In quanto alla morte, la Bibbia (San Paolo, Prima Lettera ai Corinzi) afferma: “L’ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte”.
    Apriamoci alla speranza – dunque – e, tenendo i piedi per terra ma con lo sguardo rivolto al cielo, proseguiamo questo nostro terrestre cammino…

    • Giuseppe

      Reply Reply 24 marzo 2017

      Ciao Frida. Molto bello quanto veritiero quello che scrivi. In questo post ho cercato di dare una definizione sull’uomo. Mi piace, perché dopo tutto, dopo le problematiche e i problemi che l’uomo deve affrontare giorno dopo giorno, è sempre e comunque aperto alla speranza.
      Mi piace molto la visione dell’uomo che appare dal Salmo 8:

      Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita,
      la luna e le stelle che tu hai fissate,
      che cosa è l’uomo perché te ne ricordi
      e il figlio dell’uomo perché te ne curi?
      Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli,
      di gloria e di onore lo hai coronato:
      gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
      tutto hai posto sotto i suoi piedi;
      tutti i greggi e gli armenti,
      tutte le bestie della campagna;
      Gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
      che percorrono le vie del mare.

  • frida

    Reply Reply 24 marzo 2017

    E’ una meraviglia questo Salmo, anche da un punto di vista poetico (oltre che per il significato).
    Grazie per avercelo ricordato.

    • Giuseppe

      Reply Reply 24 marzo 2017

      Forse uno dei salmi più belli della Bibbia. A mio modesto parere.

  • Annamaria

    Reply Reply 27 marzo 2017

    Blog molto inreressante, come pure i commenti.
    A proposito del discorso sul limite umano, penso che, nonostante lo viviamo spesso come un ostacolo sia fisico che spirituale, in realtà sia una condizione preziosa. Infatti ci circosrive, ma insieme ci identifica – senza quei limiti non “siamo” – e diventa punto di partenza per andare oltre.
    Grazie e ciao!

    • Giuseppe

      Reply Reply 27 marzo 2017

      Ciao Annamaria, sei la benvenuta.
      Vero: gli ostacoli, fisici e spirituali, possono diventare occasioni preziose per andare avanti e migliorarci, crescere sempre di più e sempre meglio. Forse dovremmo imparare a leggere e ad interpretare in modo positivo tutte le occasioni della vita poiché esse possono essere delle opportunità di cambiamento e di miglioramento. Grazie!

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