George Moore ovvero il primo scrittore irlandese moderno

Oggi un brevissimo post. Che più breve non si può! Si tratta semplicemente di ricordare uno scrittore irlandese nell’anniversario della sua scomparsa. Si tratta di George Moore. Chi era costui?

George Augustus Moore (24 febbraio 1852 – 21 gennaio 1933) è stato uno scrittore, poeta, drammaturgo e critico d’arte irlandese. Studiò arte a Parigi. Influenzato dallo scrittore francese Émile Zola, entrò in contatto con la corrente letteraria del Naturalismo. Fu uno dei primi scrittori di lingua inglese ad aderire al Realismo. A sua volta influenzò il connazionale James Joyce. Fu amico di tanti artisti francesi tra cui  Édouard Manet.

Viene considerato uno dei primi autori irlandesi moderni.

Non conosco molto di questo autore per non aver letto nulla. Per cui, onde evitare figure di sorta, mi astengo dal continuare ad interpretare o ad inventare ciò che non so. Ma potrebbe darsi che tra di voi, lettori, ci sia qualcuno che ne sappia più di me.

Qualcuno lo conosce? Qualcuno ne hai mai sentito parlare? Qualcuno ha mai letto qualcosa?

Sarebbe interessante sapere.

Interessante, invece, mi è parso questo aforisma di George Moore trovato su Wikiquote.

Dopo tutto c’è soltanto una razza: l’umanità.

Cosa ne pensate di questo aforisma? Parliamone!!!

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10 Comments

  • Massimiliano Priviero

    Reply Reply 22 Gennaio 2017

    George Moore era letterariamente un realista, culturalmente un positivista. L’interpretazione distorta, che costoro fecero della contemporanea teoria evoluzionista di Darwin, servi’ in realtà a suffragare molti fenomeni di sopraffazione razziale, tra cui il colonialismo. Fortunatamente, oggigiorno sappiamo che, in un dato momento storico, esistono molte razze umane, ognuna con le sue peculiarità e il suo livello di sviluppo, perciò nessuno si sente autorizzato ad intervenire nel loro processo evolutivo e di emancipazione. Con questo, non voglio di certo negare l’importanza del pensiero positivista o la bellezza della letteratura realista, ma solamente sottolineare cosa a volte si possa celare dietro ad un bel aforisma.

    • Giuseppe

      Reply Reply 22 Gennaio 2017

      Di questo scrittore, poeta, filosofo, artista non conosco nulla, proprio perché, come ho già scritto nel post, non ho letto nulla. Le poche notizie qui riportate le ho trovate su wikipedia. Il post fa parte, comunque, di un progetto che ho deciso di portare avanti ed esattamente quello di conoscere e approfondire la cultura irlandese in quanto il romanzo che ho scritto e pubblicato è ambientato nell’Irlanda tra il 1600 e il 1700. la rubrica in questione si chiama “Per chi ama i libri ambientati in Irlanda”. Un’occasione, questa, che non voglio farmi sfuggire per conoscere una terra così ricca di cultura, di tradizioni e di folklore. La ringrazio, pertanto di questo suo valido contributo e chiarimento. Gli aforismi, poi, dal mio punto di vista, lasciano il tempo che trovano. Possono sembrare interessanti, belli, seducenti, coinvolgenti. Eppure ritengo che ogni frase, pensiero, aforisma tolto dal suo contesto originale è passibile di tante connotazioni e interpretazioni, a volte anche erronee. Ovviamente il post serviva proprio per questo: avviare una discussione. Onde per cui la ringrazio vivamente.

  • Marina

    Reply Reply 22 Gennaio 2017

    Niente, sono nelle tue stesse condizioni di ignoranza. 🙂

    • Giuseppe

      Reply Reply 22 Gennaio 2017

      Ciao Marina. Al momento siamo in due. Ma chi sa quanti ce ne sono!!!

  • wwayne

    Reply Reply 22 Gennaio 2017

    Hai fatto benissimo a segnalarmi il tuo nuovo articolo! Ovviamente mi sono fiondato a leggerlo, e l’ho trovato davvero molto piacevole. Soprattutto la parte in cui hai collegato Moore al Naturalismo: Verga è uno dei miei autori preferiti, quindi al solo sentir nominare la corrente letteraria a cui appartiene vado in brodo di giuggiole.

    • Giuseppe

      Reply Reply 23 Gennaio 2017

      Capisco benissimo. Come so altrettanto bene cosa significhi andare in brodo di giuggiole quando c’è qualcosa che ci piace, che ci attira, che ci attrae. Giovanni Verga è stato il massimo esponente della corrente letteraria che noi conosciamo con il nome di Verismo. Corrente che trova la sua ispirazione proprio nel Naturalismo e nel Positivismo.

  • Massimiliano Priviero

    Reply Reply 28 Gennaio 2017

    Cosi’, scrive il Croce di Renato Fucini (1843-1921) scrittore verista: “Vi e’ nelle pagine del Fucini qualcosa di semplice e di virile, nel riso come nel pianto: una certa sprezzatura nel modo di narrare, come di un uomo il quale si trova condotto alla commozione senza averla cercata, e, giuntovi, non v’insiste sopra”.

    • Giuseppe

      Reply Reply 28 Gennaio 2017

      Tempo fa lessi i racconti contenuti ne “Le veglie di Neri” di Renato Fucini. Ricordo che fu una bella lettura, anche se non fu entusiasmante. Forse perché fu una lettura fatta durante gli anni del liceo.

  • Massimiliano Priviero

    Reply Reply 28 Gennaio 2017

    La chiamano “l’eta’ ingrata” e vale per chiunque.
    A me e’ piaciuta questa frase del Croce, perche’ oltre a sintetizzare efficacemente lo stile verista, lascia intendere anche il punto di vista del lettore. Ovvero, puo’ essere enfatizzato di piu’ cio’ che viene volutamente omesso, rispetto a cio’ che viene descritto. Il Verismo, per l’appunto!

    • Giuseppe

      Reply Reply 28 Gennaio 2017

      Concordo pienamente. Dopotutto il Verismo, se così si può dire, è un semplice narrare, descrivendola, la vita quotidiana senza andare oltre. E, a volte, se non spesso, ciò che viene tralasciato è più importante di ciò che appare sotto gli occhi.

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